L’esperienza di Claudio

Ho imparato che il caso non esiste. Che siamo tutti collegati, uniti da fili invisibili: a volte ce ne accorgiamo, altre volte siamo distratti, o storditi da troppi stimoli esterni, per riuscire ad accorgercene. Ma tutto ha un senso, e forse bisognerà arrivare alla fine della vita – o guardare il mondo dall’altra riva – per riuscire a coglierlo appieno.

 

 

 

In tre anni di scuola e di esperienza di counseling, ho imparato moltissime cose: l’importanza della comunicazione efficace, che inizia dalla capacità di ascolto; il ruolo delle emozioni, alla base di tanta parte dei nostri comportamenti; i condizionamenti che il nostro “sistema di credenze” – trasmesso dalla famiglia, assorbito nel nostro ambiente, respirato con la cultura – tende a imporre alla nostra libertà di agire.

 

Ancora: ho imparato che sentire, percepire, è molto più importante che pensare, ragionare. Che è sempre bene dar retta al nostro intuito: è un po’ il nostro “sesto senso”, è la capacità di fare la scelta migliore possibile, in ogni circostanza.

 

Ho imparato una cosa molto importante: se mettiamo da parte le paure, gli scrupoli, il timore del giudizio degli altri, se ogni giorno scegliamo di essere noi stessi – grati alla Vita per quel che ci dona, parte di un Tutto più grande, scintille d’infinito venute al mondo con uno scopo e non per un caso – tutta la prospettiva cambia e la Vita scorre davvero in noi.

 

C’è un detto Ubuntu che mi piace molto: “Io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”. Siamo tutti chiamati a essere felici, e spesso l’apertura verso l’Altro da me (che è un altro Me stesso!) la tenerezza, i piccoli gesti gratuiti possono aprire squarci meravigliosi, anche in una corazza di dolore e di apparente chiusura. Luigi Verdi, uno dei miei maestri, dice così: “E’ quando si sperimenta quel terribile e fecondo passaggio in cui si è nudi con se stessi, che si può abbracciare il proprio limite e rialzarsi in piedi. La ferita può diventare così una feritoia, una finestra verso l’oltre, preziosa come l’oro.”.

 

Alla fine, non abbiamo bisogno di molte cose: attenzione, ascolto, tenerezza. Empatia, per dirla con una sola parola. E anche un po’ di bellezza, per nutrire la nostra anima.

Simona:

Cari Alessandro e Loredana,

è stato per me un seminario emotivamente intenso e impegnativo che mi ha lasciato un segno indelebile.

Vi ringrazio per essere riusciti, con esemplificazioni concrete, a rendere fruibili le vostre molteplici e approfondite conoscenze e considero davvero un grande privilegio l’avervi incontrato

Un abbraccio

Simona

 

Elena e Fabi:

Carissimi Sandro e Loredana,

per noi –  “anime in cammino” –  questo corso è stato un’opportunità concreta di accrescere la nostra consapevolezza.

Non solo ci avete guidato nel lavoro con molta professionalità, ma ci avete trasmesso un insegnamento anche con molta cura, amore, energia, spiritualità e con grande attenzione alle problematiche individuali.

Porteremo questa esperienza nel cuore.

Grazie.

Speriamo di rivedervi presto.

Donato fa una scoperta interessante

Quella tavola rappresentava esattamente la mia esistenza odierna, prevista con minuzia di particolari 8 anni prima! Senza entrare troppo nei particolari c’era persino il disegno della mia casa ideale, che è poi quella dove abito e che allora non esisteva !!!

Ringrazio tutti, mi avete insegnato ad aprirmi verso la vita ed esprimere i miei sogni, vi abbraccio forte.

Auguri!

Donato (leggi tutto qui)